Cari alchimisti, è così che mi considero quelli che stanno cercando una trasformazione interiore. dopo aver presentato il blog, è giunto il momento di sbarazzarci delle formalità e fare sul serio. Questo non sarà un blog dove si dice “Buongiorno a tutti e spero che abbiate una giornata fantastica!”. No. Qui si condividono idee, si sparge conoscenza, e si espongono amabilmente punti di vista, idee inerenti a quella materia oscura e affascinante che chiamiamo Crescita Personale che spesso si traduce in: chi sono? da dove vengo?
A proposito di questi quesiti, vorrei raccontarvi un piccolo aneddoto: quando ero alle medie, le mia insegnanti hanno pensato bene di affidare alla mia classe la messa in scena di un’opera – “aulularia” di Plauto – io interpretavo il genio della casa. Ero la prima a entra in scena con un monologo lungo ben due pagine di quaderno che iniziava così: chi sono io? sono il genio della casa da dove mi avete visto uscire. Non appena ho pronunciato la rase < chi sono io?>, qualche sciocco del pubblico ha risposto: sei Valentina! Ecco, io la mia risposta al quesito esistenziale l’ho avuta già. Arrivederci e grazie!

Quindi, siamo alchimisti in movimento! La Crescita Personale, come sapete, porta inesorabilmente alla Crescita Collettiva.
Io adoro l’alchimia! Sono andata a Praga solo per visitare il vicolo degli alchimisti. Mi affascina l’idea di sperimentare, mischiare, osservare, dedurre, scoprire. Vorrei proprio che questo blog fosse un laboratorio alchemico in cui il grezzo delle nostre idee possa diventare nobile stato mentale, spirituale, animico. Senza pretese, eh! O magari potremmo fondare, un giorno, la più grande società galattica di esseri di luce. Sognare in grade per realizzare in grande!
L’Ode alle Persone Rotte
Nulla, però, nasce oro. Il primo argomento che mi è saltato in mente (e che mi sta particolarmente a cuore) riguarda quelle figure mitologiche che io definisco le Persone Rotte.
E, attenzione, non sto parlando di quelli che hanno il Wi-Fi rotto (anche se sono drammi veri). Parlo di quelle persone meravigliose che hanno un pezzo, una crepa, una deviazione che la Società con la “S” maiuscola non accetterebbe mai. Sono i gioielli con l’incisione storta, le statue con un braccio mancante: più interessanti, per forza di cose! Sono quelle che hanno il fuoco necessario alla trasformazione. Senza energia nessuna trasmutazione è possibile.
Il Segreto Inconfessabile
Qualche tempo fa, una persona a me cara mi ha rivelato un suo segreto. Una di quelle cose che, beh, è meglio tenerla tra te e il tuo gatto. Non era niente di illegale, niente di traumatico, non ha fatto del male a una mosca, ma era indiscutibilmente qualcosa che, se sbandierato al raduno del “Perfettismo Anonimo”, avrebbe causato svenimenti.
A parte la soddisfazione di sentirmi dire: “Mi fido di te, sei la mia cassetta di sicurezza emotiva!” (che è l’equivalente per adulti di vincere una medaglia), mi ha fatto riflettere.
Io, infatti, non ho visto il “difetto”. Ho visto la bellezza della sua interezza. Ho visto il coraggio di essere. Mica da tutti.
Strategia del Rottame Intelligente
E qui sta il colpo di genio, cari Alchimisti: questa persona ha trovato il suo equilibrio. Ha detto: “Sì, sono così. E no, non ho intenzione di combattere una crociata per far accettare questo mio lato all’universo intero.”
È una mossa da campione di scacchi esistenziale! Non sempre dobbiamo indossare l’armatura e sfasciare muri per far accettare le nostre stramberie. A volte, la mossa più intelligente è semplicemente dire: “sono questo, ma voi potete continuare a vivere nella beata ignoranza, grazie.”
Perché ognuno ha i suoi tempi, il suo cammino, le sue paure e, diciamocelo, le sue priorità.
Quindi, ecco il tema su cui vorrei portare l’attenzione: le Persone Rotte, con le loro crepe, le loro anomalie, le loro stranezze, sono in effetti una rappresentazione della trasformazione interiore perché non puo’ esserci evoluzione senza coraggio di accettarsi così come si è, anche se le regole sociali ci dicono altro. Per accettazione non intendo accettare per rimanere come si è, ma accettare per non perdere tempo a – lottare contro – invece di trasformare ciò che è, in un certo modo, in qualcosa a noi più gradito.
Ci sono vari modi per essere persone rotte. Molti anni fa, io ho smesso di funzionare bene. Semmai lo avessi fatto! Per circa un mese la mia mente ha chiuso i rapporti con una realtà che non mi piaceva ed è stato uno dei mesi più belli della mia vita. Completamente libera nel mio mondo, senza limiti immaginativi. Rotta!
Per me, quindi, quando si è rotti non si è sbagliati, ma semplicemente feriti dalla vita in un modo che ti spinge a non considerare le imposizioni sociali come paletti che limitano il proprio cammino. Credo che questa sia la condizione giusta affinché la propria trasformazione interiore sia efficace. Voi che ne dite? Vi siete mai sentiti o vi sentiti rotti adesso?

Sono sempre stato interessato all’imperfezione, poiché è quella che spicca dalla massa
Renzo Rosso
il blog dei cercatori di oro – crescita personale e collettiva

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